Stato dell’arte – un estratto

Introduzione

Il termine “edizione digitale” è ambiguo e soggetto a una pluralità di interpretazioni: viene usato ad esempio per riferirsi alle piattaforme digitali di particolari operatori del mercato dell’editoria digitale (come in “Adobe Digital Editions”), o per riferirsi alle edizioni “scientifiche” studiate o create nell’ambito della filologia digitale, o più in generale per riferirsi a tutte le pubblicazioni digitali, su diversi supporti e con diversi formati, online e offline.
Nel progetto di ricerca ASED siamo interessati prevalentemente alle edizioni online in cui vengono pubblicati dei testi e altri contenuti culturali con formati non proprietari, in ambito accademico e di ricerca e più in generale nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale (digital cultural heritage).

Il progetto ha come focus le attività di annotazione collaborativa di questi contenuti culturali digitali e l’interoperabilità con il semantic web.

Definizione di edizione digitale

La prima distinzione che adottiamo è quella tra edizioni di tipo accademico ed edizioni digitali per il “grande” pubblico (cioè rivolte a tutti). Nel mondo anglosassone questa distinzione viene effettuata grazie a un acronimo coniato appositamente per distinguere le edizioni accademiche da tutte le altre: SDE – Scholarly Digital Edition (anche DSE – Digital Scholarly Edition). In italiano non esiste un equivalente perfetto, ma il tradizionale “edizione scientifica”, accompagnato o no dall’aggettivo “digitale”, rappresenta una buona approssimazione.

Lo studio più recente che descrive e analizza l’ambito delle SDE è contenuto in “Digital Scholarly Editing: Theories, Models and Methods” [Pierazzo 2015].

I due cataloghi di edizioni digitali online più aggiornati sono il Catalogue of Digital Editions di G. Franzini, reso disponibile a settembre 2015 in GitHub ( https://github.com/gfranzini/digEds_cat ), e il precedente catalogo di P. Sahle A catalog of Digital Scholarly Editions  ( http://www.digitale-edition.de/ ).

Edizioni digitali con annotazioni semantiche

La tipologia di edizioni (scientifiche) digitali è molto ampia e variegata. Nel documento D1.1 “Stato dell’arte” del progetto di ricerca , scaricabile qui, si può trovare una panoramica su questo tema. 

In questo sito web riportiamo invece solamente alcuni esempi di edizioni digitali che utilizzano le tecnologie del semantic web o strumenti di annotazione semantica, in senso più ampio. Anche se il tema è studiato da diversi anni (circa 10), nella nostra analisi dello stato dell’arte non abbiamo rilevato l’esistenza di uno standard diffuso e condiviso da tutti. Elenchiamo perciò gli esempi che ci sono parsi in questo momento più interessanti.